Resoconto dell'incontro dei delegati sinodali con il cardinale Mario Grech durante il pellegrinaggio diocesano a Roma, lunedì 28 settembre, presso la collegiata di Nepomucenum
"Ciò che è importante non sono i documenti, ma il fatto che abbiate vissuto un'esperienza insieme", ha detto il cardinale Mario Grech a circa cento delegati del sinodo diocesano di Plzeň. Questi, durante il pellegrinaggio diocesano a Roma, si sono incontrati il 28 settembre presso la collegiata di Nepomucenum per parlare insieme delle conclusioni del processo sinodale e di ciò che può portare alla vita della diocesi.
Il sinodo della diocesi di Plzeň ha raggiunto un importante traguardo nel fine settimana a Roma. Durante la celebrazione domenicale nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, il vescovo Tomáš Holub ha consegnato ai rappresentanti dei dieci vicariati della diocesi di Plzeň il documento conclusivo del sinodo diocesano e la sua elaborazione grafica per lo studio. Questa consegna è seguita a un processo di ascolto, preghiera e ricerca condivisi da diversi anni, volto a capire dove il Signore desidera guidare la Chiesa.
Il giorno successivo, circa 60 delegati sinodali, alcuni accompagnati dalle loro famiglie, si sono riuniti presso la collegiata romana di Nepomucenum con il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi. La discussione sulle conclusioni del sinodo diocesano si è così connessa all'esperienza della Chiesa sinodale a livello mondiale.
Il cammino sinodale della diocesi di Plzeň ha così ricevuto un sigillo romano: non una conclusione definitiva, ma un punto di riflessione su ciò che è stato creato durante il percorso. Il segretario generale del Sinodo dei vescovi, cardinale Mario Grech, ha ricordato ai delegati che i veri frutti del sinodo non sono tanto le pagine del documento conclusivo, quanto l'esperienza condivisa di ascolto, preghiera e ricerca.
"Sono convinto che la vostra preghiera durante questi cammini condivisi sia parte della preghiera dell'intera Chiesa universale", ha affermato il cardinale. Ha anche ricordato le parole di Papa Francesco, secondo cui la sinodalità è il cammino della Chiesa del terzo millennio. "La sinodalità non si può insegnare. Si può imparare attraverso l'esperienza", ha sottolineato.
Proprio l'esperienza del cammino condiviso può aiutare la Chiesa a fare un passo avanti verso l'evangelizzazione, secondo Grech. "La Chiesa sinodale è una Chiesa pronta all'evangelizzazione", ha detto, aggiungendo che proprio l'evangelizzazione dovrebbe essere uno dei temi principali su cui la Chiesa deve concentrarsi.
Ha poi ricordato il numero di persone battezzate che non sono consapevoli di ciò che hanno ricevuto nel battesimo. Le ha paragonate a una persona seduta su una cassa, ignara del tesoro nascosto al suo interno.
Un altro tema importante è la formazione. Questa non deve essere rivolta solo ai futuri sacerdoti. "Dobbiamo investire nella formazione di tutti", ha affermato. Ha anche avvertito del pericolo che una persona possa pensare di lavorare per Dio, eppure non fare ciò che Dio realmente desidera.
Alla fine, il cardinale Grech ha risposto alle domande basate sul documento conclusivo del sinodo di Plzeň, nonché alle domande dei singoli delegati.
In riferimento alla diocesi di Plzeň, il cardinale Grech ha toccato anche l'esperienza dei primi cristiani e il Patto delle Catacombe (in cui 42 vescovi durante il Concilio Vaticano II si sono impegnati a vivere in povertà e al servizio dei poveri, e più di 500 padri conciliari si sono uniti all'impegno - ndr.). Il cardinale ha sottolineato la dimensione della Chiesa dei poveri e per i poveri: una Chiesa disposta ad ascoltare le persone ai margini della società e che non si chiude in se stessa.
Tra i delegati c'era anche Martin Baxa di Mariánské Lázně, che è venuto a Roma con tutta la sua famiglia. "Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che il cardinale fosse vestito in modo informale. Mi ha colpito il suo sottolineare che alcuni processi non devono essere affrettati", ha detto. Considera l'evangelizzazione dei giovani come un tema importante. "Siamo provenienti da Mariánské Lázně, un territorio missionario. Ho fatto molto per avviare il lavoro con i giovani anche al di fuori di Plzeň, e ci siamo riusciti. La domanda è come andare avanti", ha aggiunto.
L'incontro romano non è stato quindi solo la conclusione di una fase per i delegati di Plzeň. Ha sollevato anche la questione di come trasformare l'esperienza del cammino sinodale nella vita quotidiana della Chiesa locale e di come riscoprire il tesoro che già possiede la Chiesa.
Kateřina Odvodyová


